Cosa c’è dietro ogni incontro d’amore @ Salerno Letteratura Festival (24.7.20)
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Cosa c’è dietro ogni incontro d’amore @ Salerno Letteratura Festival (24.7.20)

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Quali sono i giorni che fanno la differenza in una vita? È questa la domanda che si pone Valentina Farinaccio quando decide di raccontare gli attimi che hanno cambiato tutto. In Quel giorno c’è, per esempio, la storia di Marilyn nel momento in cui scommette sulla voce di Ella Fitzgerald, che potrebbe quasi somigliare alla storia della scrittrice stessa e di Erica Mou. Amiche da tempo, è stata infatti proprio (anche) la Farinaccio a spronare il coinvolgimento della cantautrice nel mondo della narrativa; con Nel mare c’è la sete l’artista pugliese segna quindi il suo debutto sugli scaffali delle librerie ed entrambe hanno presentato le loro opere al pubblico campano. Venerdì sera, nell’ambito del Salerno Letteratura Festival, al Tempio di Pomona si è dunque svolto un interessante incontro dal titolo Cosa c’è dietro ogni incontro d’amore? con la conduzione di Patrizia Sessa.

Secondo le protagoniste, dietro ogni incontro d’amore ci può essere anche la riscoperta del nostro pianeta, dei nostri affetti e di tutto ciò su cui abbiamo avuto modo di riflettere durante questo strano periodo. È stato proprio durante il lockdown, passato in Francia con il suo compagno, che Erica Mou si è interrogata sugli intrecci della vita che creano legami. «Ma ci pensi che un tempo non ci conoscevamo?! Ci incontravamo al bar o altrove ed eravamo estranei?!» gli ha chiesto stupendosi della meraviglia delle connessioni; un po’ come quella tra Paul e John che, quel giorno d’estate, si guardarono dall’alto in basso senza sapere di essere quasi i Beatles. «Se non ci fosse stato questo gruppo musicale, noi saremmo qui – sì – ma il mondo sarebbe diverso» ha detto Valentina Farinaccio raccontando così un altro pezzo del suo libro e citando in qualche modo anche il film Yesterday di Danny Boyle (dove viene effettivamente mostrata una strana versione di un universo senza Beatles).

Le diverse possibilità e i vari finali sono un punto importante dei suoi precedenti romanzi, soprattutto il secondo cioè «quello sempre più difficile nella carriera di un artista come canta Caparezza». E, tornando alla musica, le canzoni di Erica Mou fanno inevitabilmente parte della sua opera prima come scrittrice, spesso definita da lei stessa una canzone lunghissima (per la precisione, un brano di 221 pagine). La più grande citazione ai suoi pezzi è già nel titolo (si tratta di un verso preso da Monti di ghiaccio) e nella massiccia presenza del mare. Per il resto, è una storia narrata nell’arco di 24 ore che porta la protagonista a riconsiderare tutto ciò che la circonda; quel giorno della sua vita, cioè, che doveva essere normale ma che si è rivelato in un certo modo straordinario e che quindi, forse – magari in un universo alternativo senza Beatles –, sarebbe stato anche adatto alla raccolta di racconti dell’amica e collega Valentina Farinaccio.

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