Bad Vibes, il Black Mirror in musica di Ganoona (intervista)
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Bad Vibes, il Black Mirror in musica di Ganoona (intervista)

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Un mondo distopico dove la tecnologia influenza irremediabilmente le abitudini umane, cambiandole per sempre: è questa la realtà cantata nel nuovo singolo di Ganoona, nome d’arte del cantautore italo-messicano Gabriel Rentaria Linda. 

In Bad Vibes un abbraccio diventa l’unica salvezza da quelle energie negative che rischiano di sovrastarci. Il tutto è avvolto dalle sonorità RnB e soul di Ganoona che si mescolano all’urban e al mondo latino-americano, tipici della sua produzione.

Cosa ci avrà detto l’artista riguardo quest’ultimo lavoro? Scopritelo più sotto.

Ciao Gabriel. In Bad Vibes hai deciso di raccontare un mondo di malinconie nascoste, lavori alienanti e divertimenti forzati. Cosa ti ha spinto a parlare di ciò?
Ogni mia canzone nasce da una mia esperienza, è un’istantanea di un momento, di una sensazione. Nel periodo in cui ho scritto il pezzo mi sentivo ingabbiato in un lavoro che non mi stimolava e in relazioni “tossiche” da cui volevo scappare. Non credo che riuscirei a parlare di qualcosa che non ho provato sulla mia pelle.

Le tue radici latinoamericane sono sempre presenti nei tuoi lavori, mentre il tuo background artistico è puramente rap. A quale dei due aspetti non rinunceresti mai?
A nessuno dei due. Cerco di fare una musica che mi assomigli, quindi che sia un link tra tutte le mie influenze. Il rap fa parte di me, come il Messico e l’America Latina, come tutta la black music, così come il cantautorato. Faccio musica proprio per non scendere a compromessi, per fare quello che mi piace, soprattutto adesso che sono un emergente, non ho ansie da classifica o da major e faccio quello che mi pare.

Rnb e soul sono comunque predominanti in questo nuovo lavoro. Ci sono artisti stranieri da cui ha colto ispirazione?
Ho sempre amato e ascoltato black music: Soul, RnB, blues… Ho preso ispirazione dai mostri sacri come Al Green, Otis Redding, Ray Charles, ma anche da artisti contemporanei come NAO, Frank Ocean, Sabrina Claudio e altri.

La musica spagnola sta vivendo un periodo floridissimo negli ultimi anni con Rosalía, Guitarricadelafuente ed altri artisti. Tu hai deciso di concentrarti prevalentemente sulla lingua italiana. C’è una precisa intenzione dietro questa scelta?
Come ti dicevo cerco di fare una musica che mi assomigli e che mi rappresenti, senza seguire logiche di mercato. Io sono cresciuto in Italia, sono sempre andato in Messico circa una volta all’anno, compatibilmente con il costo del biglietto che non è certo economico. Quindi mi sento italo-messicano. Il Messico è un colore che a volte emerge di più, a volte meno nella mia musica. Spesso uso lo spagnolo come una pietra preziosa in mezzo a un testo in italiano. Quindi non c’è niente di ragionato, ma è tutto molto spontaneo.

Se dovessi scegliere un artista italiano con cui pubblicare un featuring sulle note di Bad Vibes chi sceglieresti?
Sceglierei un altro emergente. Ultimamente sto ascoltando parecchio IRBIS 37, e penso che avrebbe potuto tirare fuori una strofa niente male sul beat di Bad Vibes. Anche lui è di Milano e
gioca un po’ con l’RnB, la trap e altre sonorità.

Come descriveresti con una sola parola il tuo nuovo singolo? 

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