Galeffi si gioca il “Settebello”: intervista sul nuovo album
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Galeffi si gioca il “Settebello”: intervista sul nuovo album

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Galeffi cala il suo asso, anzi, il suo Settebello, il nuovo album in uscita il 20 marzo che abbiamo avuto il piacere di ascoltare in anteprima. Il secondo lavoro del cantautore romano, prodotto dai Mamakass e già disponibile in presave su Spotify e in preorder su iTunes, è stato anticipato dai singoli Dove non batte il sole, America, Cercasi amore e l’omonima Settebello.

Abbiamo colto quest’occasione per intervistarlo e per toglierci diverse curiosità riguardo questa nuova esperienza discografica.

Ciao Marco (Cantagalli, vero nome dell’artista, ndr), in bocca al lupo per questo album. Noi di Astronave Musica ti abbiamo seguito anche in passato e di certo con questo nuovo lavoro ti presenti in una veste diversa rispetto a prima, oserei dire quasi “aggressiva”. Cosa ti ha spinto a mettere in scena questo nuovo mood?

Prima di tutto, la voglia di mettermi in discussione, sia a livello musicale che testuale, ma anche la necessità di parlare in maniera diversa di ciò che mi passa per la testa. Con Scudetto (il primo album di Galeffi, ndr) non avevo una grande esperienza di scrittura di un disco, è venuto tutto in maniera, sincera, diretta, vera, senza pensieri. A questo giro c’è stato tutto un altro tipo di approccio al disco, essendo il secondo album.

Infatti il Galeffi di Occhiaie che parlava di un amore totalizzante lascia spazio alla rabbia e alla complessità dei sentimenti, come nel brano Cercasi amore. Nella vita di tutti i giorni a quale versione di Galeffi ti senti più vicino?

Ad entrambi. Di natura sono un “dolcioso”, ma quando capita le palle girano pure a me! Di base sono un cucciolo, ma è ovvio che nella vita di coppia ci siano momenti in cui è necessario cambiare atteggiamento, anzi ti aiuta anche a scrivere nuove canzoni; c’è bisogno anche della rabbia per la stesura di un pezzo, anche per scrivere Occhiaie.

Ammetto che Occhiaie è uno dei tuoi brani che preferisco. In quest’album ho invece apprezzato molto Bacio illimitato, forse un sunto dell’album.

Incredibile. Mi sorprende tu mi dica ciò perché è una delle mie preferite ma ancora nessuno me l’aveva menzionata nelle precedenti interviste. È una canzone a cui sono molto affezionato. La cosa figa di Bacio illimitato è che non ha un vero e proprio ritornello, è un pezzo un po’ più complicato. Volendo proprio cercare un ritornello, noterai che non ripeto mai la stessa frase, è come se il testo viaggiasse con la musica. È un pezzo che è un po’ una citazione ai Portishead, ai Massive Attack, ai Beach House, a quel mondo lì.

America invece ci regala un sound jazzy inedito per la tua musica. Dovendo limitarti a tre artisti jazz da consigliare al tuo pubblico quali sceglieresti?

Miles Davis, John Coltrane, Chet Baker.

Tralasciando il mondo jazz, qualche artista italiano che usualmente ascolti?

Cesare Cremonini, Niccolò Fabi, Giovanni Truppi, Andrea Laszlo De Simone, Lucio Dalla, Franco Battiato.

So che per quest’album hai ascoltato tanti dischi e vinili.

Sì ed è stato molto utile. Sicuramente vivere a casa da solo ti rende più libero. Quando sei a casa con i genitori certe libertà non ce l’hai, come quella di ascoltare un disco a mezzanotte.

La genesi di quest’album assume un significato ancora più particolare in questo momento. Penso sia importante che proprio ora la musica entri nelle case di chi ti ascolta…

Io me lo auguro, altrimenti sarebbe inutile far uscire quest’album proprio adesso. Me ne sono accorto l’altro giorno facendo la mia prima diretta Instagram. Ho la sensazione che alla gente faccia davvero piacere passare del tempo con una persona, al di là che questa persona canti o faccia i biscotti. Non è solo una moda. È stata una piacevole scoperta anche per me perché c’era una sorta di entusiasmo irrazionale, che rende giustificato che la gente voglia bene a tutti. Mi sono reso conto che io stesso sto dicendo più spesso a mia madre che le voglio bene senza un apparente motivo, sicuramente anche perché non posso uscire di casa per andarla a salutare. Quindi spero che le persone ascoltino il mio disco un po’ come se fosse un antidoto alla noia di questo periodo.

Pandemia permettendo, quando ascolteremo Settebello live?

Boh! Finché non si sblocca la situazione è abbastanza inutile fare progetti. Si spera in estate.

In conclusione, se dovessi descrivere con una sola parola quest’album, quale sceglieresti e perché?

La risposta la troverete nel nostro profilo Instagram!

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