Esce oggi “TUTTI MANIFESTI”, l’album d’esordio dei THE JAB: la nostra intervista
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Esce oggi “TUTTI MANIFESTI”, l’album d’esordio dei THE JAB: la nostra intervista

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Da oggi è disponibile sulle principali piattaforme streaming e in digital download “TUTTI MANIFESTI”, l’album d’esordio autoprodotto dei THE JAB!

“Tutti Manifesti” è composto da 10 tracce ed è interamente scritto e prodotto dai The Jab, ovvero Alessandro De Santis (voce, chitarra) e Mario Francese (tastiere, producer), ad eccezione del brano “Costenzo”, prodotto da Simone Bertolotti.

«“Tutti Manifesti” è la nostra prima carta d’identità – raccontano i The Jab – Una raccolta dei brani più significativi che abbiamo scritto negli ultimi anni. È il nostro modo per dire a tutti quanti che, da adesso, ci siamo anche noi in questa giungla. Abbiamo vent’anni e abbiamo sentito la necessità di registrare questi brani. Tutti Manifesti è un inizio che ci porterà a cambiare, a evolverci: è un disco che deriva dall’unica cosa che in noi non cambierà mai: la fame. Buon ascolto”».

L’album è stato anticipato dal singolo “Bianca” uscito il 5 luglio ed entrato nelle principali playlist editoriali di tutte le piattaforme digitali, tra cui la “Indie Italia”, “Scuola Indie” e “New Music Friday” di Spotify.

Partiamo con la prima domanda: chi sono i The Jab? E come mai questo nome? Raccontatevi a chi ancora non vi conosce!

Siamo noi due, non ci vedete ma siamo Alessandro e Mario e siamo una band eporediese, cioè veniamo da Ivrea, nata nel 2013. Il nome è una sorta di dedica a mio nonno che è venuto a mancare nel 2013. Io una settimana dopo ho fondato la band e quindi ho deciso di dare questo nome che nel gergo della box sarebbe il pugno.

Qual è la canzone, tra le vostre, a cui tenete di più e quale la più difficile da scrivere?

Questo è un domandone.

M: Lei è una di quelle in cui abbimamo messo più impegno, è stata quella più lunga… per adesso, poi si vedrà nel futuro cosa succederà.

A: Io penso che quella a cui sono più legato sia Il costume di Dio, perché è stata scritta in un brutto periodo, in modo molto veloce, ha sancito un buon cambio nel mio modo di scrivere, una svolta. La più difficile forse secondo me è Anna, abbiamo avuto delle difficoltà con questo brano perché è complicato.

Quali sono i vostri modelli e con chi invece vi piacerebbe proprio collaborare?

l nostro modelli sono tantissimi perché ascoltiamo qualsiasi genere di musica. Da qualche anno credo siano i Twenty One Pilots e ci ispiriamo tanto a loro perché hanno cambiato il nostro modo di concepire la musica e vorremmo collaborare con loro, anche se è impossiblie. Poi ci sono tantissimi artisti anche italiani che ci fanno impazzire da cui rubiamo molto perchè alla fine la musica è uno dei pochi ambiti della società in cui è permesso rubare.

Avete partecipato ad Amici quindi una domanda sui talent è d’obbligo: cosa ne pensate di questo tipo di trampolino di lancio? Com’è andata a voi nello specifico?

È andata. È stata un’avventura, una grande esperienza, ci ha insegnato molto. Trampolino di lancio solo fino ad un certo punto anche perché non siamo andati al serale quindi ora come ora ciò che Amici ci ha dato in qualche modo ce lo ha anche tolto. Però è stato comunque un modo per far sentire la nostra musica a più persone.

E invece vi piacerebbe partecipare a Sanremo?

Ci piacerebbe vincere Sanremo; se dobbiamo partecipare per non vincere allora no. A parte gli scherzi, sì, ci piacerebbe molto partecipare al Festival, assolutamente.

Come vivete la dimensione del live? Per esempio com’è stata l’esperienza di aprire i concerti di Irama e Ligabue?

La dimensione live per noi è importantissima. Noi pensiamo che l’attività dal vivo sia proprio alla base di qualsiasi gruppo o di qualsiasi artista perché dovrebbe essere una cosa complementare. Le esperienze di Irama e Ligabue sono state due figate clamorose. Con Irama ci conosciamo in modo anche abbastanza confidenziale e poi buona parte del pubbolico che c’era ci conosceva già e quindi non è stato come con Ligabue dove magari la maggior parte delle persone era venuta per ascoltare lui e basta; invece con Irama la gente si gasava proprio perché ci conosceva già quindi è stato molto bello.

Per concludere: descrivete la vostra musica con una sola parola!

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