LP live @ ETES Arena Flegrea – Napoli (1.8.17)
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LP live @ ETES Arena Flegrea – Napoli (1.8.17)

LIVE

Laura Pergolizzi, meglio nota come LP, ieri sera si è esibita per il pubblico dell’Arena Flegrea, che da giugno sta dando vita alla prima edizione del Noisy Naples Fest, festival della musica che speriamo diventi un must della nostra città. La cantautrice statunitense ha origini italiane (i nonni materni erano napoletani, il nonno paterno siciliano) quindi non risulta affatto strano che abbia scelto come location per il suo concerto proprio la bella Napoli.

Classe 1981, LP è un’artista ormai nota ed apprezzata in tutto il mondo, grazie alla sua fortunatissima Lost on you che ha riecheggiato nelle nostre radio per tutta la scorsa stagione; Laura ha una personalità forte ed un’acuta sensibilità che non possono far pensare a lei come uno di quegli artisti che nascono e muoiono con un pezzo: c’è un mondo intero da scoprire.

Un palco grandissimo, pochi ma essenziali strumenti, una mise scura, un cappello che le copriva il viso e quel meraviglioso veliero tatuato sul petto coperto dalla camicia nera… di questo si è servita la cantante per condurre il concerto; nessuna scenografia particolare, nessuna sfarzosità: non ce n’è stato bisogno, qualunque eccesso sarebbe risultato pleonastico.

Ha aperto la serata con Muddy Waters. La canzone parla di una sorta di perdizione e una preghiera per scongiurarla, di una scelta difficile, di un lato peggiore celato: “ti chiederò misericordia/verrò da te a occhi chiusi/quello che vedrai è il peggio di me/non sono l’ultima del mio tipo/nell’acqua torbida stiamo cadendo/nell’acqua torbida stiamo strisciando“; del desiderio di essere salvati: “non mi deludere adesso/metti le tue braccia attorno alle mie e tirami fuori/so che mi sono trovata/con le tue braccia attorno a me, oh salvami adesso“. E già dal primo brano il pubblico ha potuto notare l’estrema bravura, sentendosi quasi sviscerare da una voce fuori dal comune ed una musica pulita ma potente. Abbiamo ballato come matti durante No witness, con luci colorate che hanno creato un’atmosfera speciale, ci siamo sballati con When we’re high, sentendo la voglia di soddisfare i desideri più inconfessabili mentre cantavamo con lei quei maliziosi “yeehee yeehee“, ci siamo lasciati sopraffare da Tightrope ed incantare da Suspicion. Laura ha ringraziato energicamente il pubblico tantissime volte dicendo “Grazie Napoli! You’re amazing!!!“, i fan a loro volta hanno ricambiato con affetto cantando i versi di ‘O surdato nnammurato (“Oi vita/Oi vita mia/Oi core e chistu core/sij stato ‘o primmo ammore/’o primmo e l’ultimo sarrai pe mme!“)

L’arena è scoppiata in un tripudio di emozioni durante le canzoni più conosciute (Lost on you, Other people, Strange) sentendo ogni nota, ogni verso, ogni strofa, fin dentro l’anima. Alternando chitarra, ukulele, tamburello e armonica, LP ha coinvolto tutti – anche salutandoci ogni volta che si spostava da un’estremità all’altra del palco. Nelle sue note si poteva percepire l’aria dell’Irlanda, con i suoi speciali fischi – soprattutto durante le canzoni solo chitarra e voce – sembrava di trovarsi nel vecchio west e i falsetti lirici erano impeccabili come quelli di un’opera. Le chitarre svelavano un’anima rock mentre la batteria batteva al ritmo dei nostri cuori. L’apice della serata è stata indiscutibilmente Tokyo Sunrise, dove Laura ha lasciato la postazione vicino l’asta e si è seduta sul palco, stabilendo un contatto più intimo con il pubblico. Una performer che non ha paura di aprirsi, con il suo rauco penetrante e la capacità di raggiungere note altissime, al limite dell’ordinario o dello straordinario, oserei dire. La passione, lo stile, il coraggio di svelarsi e di dare tutta se stessa a degli spettatori rimasti folgorati durante una sola ma intensa ora di spettacolo. Un equilibratissimo incontro tra la perfezione più pura e l’imperfezione più totale. La serietà e l’esperienza di un musicista professionista, la delicatezza di una cantante d’altri tempi ma moderna, che tra le proprie corde ritrova svariate particolarità: dal blues al rock, dal lirico al soul, dal pop al country. Può destreggiarsi come meglio crede e rivelare ogni fragilità grazie al suo meraviglioso dono: la musica.

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